Notte bianca - Faccetta Nera
[Pubblicato sul numero di marzo di Pin Brulè e scritto da Giò]
Pinerolo, 10 febbraio; intorno alle 19 tutto sembra essere pronto per la sfilata dei carri di carnevale e successiva “notte bianca”. Gli ingredienti ci sono tutti per la celebrazione di questa festa che è un po' l'antitesi della spontaneità e la sintesi fra le spregiudicate ambizioni post-olimpiche degli amministratori locali e i grassi affari dei commercianti. In un paese in cui, normalmente, non c'è quasi nulla, ci è capitato di sentire e vedere un po' di tutto. Le facce spaesate dei contadinotti tirati a lucido accanto ai nuovi modelli di cellulari a caccia d'immagini, uniti alla convinzione di essere al centro di un grane evento.
Nel mezzo di questo bailame a all'indifferenza generale, uno dei carri diffondeva a volume tellurico in Piazza Fontana, una versione techno di “faccetta nera”. Ironia della sorte, le casse dell'impianto erano puntate in direzione di quel Comune, dal quale, tra due mesi scarsi, una giunta di centro sinistra, tirerà fuori vecchie e sbiadite bandiere per la celebrazione del 25 aprile.
Complimenti Pinerolo! Bella festa di merda!
In realtà, la drammaticità di questo piccolo aneddoto si annida nella sua banalità. Infatti, tentando di raccontarlo ci si è imbattuti in espressioni tipo: “Embè? Che c'è di strano?”
Già, in fondo, in un periodo in cui l'informazione si è ridotta ad essere nient'altro che un ininterrotto flusso d'immagini, in grado di distorcere sia la memoria storica che il presente, quasi nulla sembra essere ancora in grado di indignare. Pochi, pochissimi accadimenti riescono a scuotere dal torpore del centro commerciale o del telecomando.
Questo è il contesto che bisogna tenere presente per comprendere la recente proliferazione dei tanti gruppi legati all'estrema destra.
È innegabile, infatti, che negli ultimi anni realtà neofasciste e xenofobe abbiano preso piede anche in zone d'Italia (come la provincia di Torino) storicamente non legate a questo tipo di “tradizione”.
Tali realtà, pur essendo divise sulla carta da vecchie e nuove parole d'ordine, sono quasi sempre accomunate da un odio feroce e indiscriminato nei confronti di tutti coloro che deviano dai binari della loro idiozia reazionaria.
Il vuoto culturale e politico che ci circonda è il palcoscenico ideale dei nuovi fascisti. Un limbo che abbraccia molteplici aspetti della quotidianità e che, attraverso il becero revisionismo di opinionisti come Pansa, approda ai gadget per nostalgici venduti negli autogrill o alla strumentalizzazione univoca della giornata della memoria per le foibe.
Tutto ciò costituisce un terreno fertile che permette a gruppi di Forza Nuova di intervenire a suon di sprangate al Toxic Park, ad esempio; o a Fiamma Tricolore di scendere in piazza a Torino il 24 febbraio contro il caro vita.
Una cosa è certa. La ricerca di spazi di agibilità sempre più visibili è uno dei motivi che accomuna i neofascisti con la spranga con quelli in doppiopetto, facendoli sedere gomito a gomito.
Inoltre non possiamo ignorare quel meccanismo di continuità per cui, essendoci ormai abituati alla presenza delle croci celtiche negli stadi, potremmo presto essere assuefatti ai raid contro i campi nomadi, agli agguati ed alla coltellate... Semplici fatti di cronaca tra la cronaca; macchie di nero in un mare d'inchiostro che già ci arriva alla gola.
Da qualche anno si discute poco di antifascismo a Pinerolo.
Circa 5 anni fa (era l'ottobre del 2002) in seguito ad un presidio promosso da Forza Nuova, a minacce e intimidazioni continue, un gruppo di compagni decise che era giunto il momento di dare un segnale chiaro. Venne organizzato un corteo che, nonostante la campagna di terrore esercitata da alcuni giornali locali, coinvolse oltre 300 persone.
Oggi, l'incedere degli accadimenti ci ha abbondantemente dimostrato quanto l'antifascismo sia un ambito in cui non si può abbassare la guardia.
Oggi esattamente come ieri, ribadiamo di non essere disposti a concedere alcuno spazio di agibilità a gruppi neofascisti e xenofobi.
Sia chiaro che, coloro i quali autorizzano determinati tipi di manifestazioni, hanno responsabilità precise alle quali non possono venire meno.
Per quanto ci riguarda, abbiamo deciso di non delegare nulla al pantano delle istituzioni o al fango dei decreti legge. Non ci si oppone con una denuncia a chi nega l'olocausto, costruendo così un nuovo reato d'opinione.
Riteniamo che la strada da battere sia necessariamente un'altra. Una strada più impervia che, partendo dalla conoscenza del proprio territorio e dalla relativa storia, conduca ad una consapevolezza diffusa e profonda.
L'indifferenza, prodotto avvelenato della società del consumo, può e deve essere attaccata da una pratica di autorganizzazione attenta e quotidiana: “faccetta nera” non la vogliamo sentire né a Pinerolo né altrove!
A presto, in altre piazze...


ottimo articolo bravo gio.anche qui non sono rose e fiori f.n imperversa con manifestazioni del cazzo e nessuno(o quasi) dice niente ultimo in ordine di tempo rimini manifestazione di fn per la chiusura del centro sociale PAZ.non so come sia andata vi faro sapere.a presto
daje sec al fascio ciaooooooooooo
Inviato da massimo — 09 Mar 2007, 13:08