Lusernetta: «Salviamo l'antico ponte»
LUSERNETTA – La frustrazione di Felice Nicolino, accumulata in oltre un anno di attesa, è emersa durante il tavolo tecnico sulla strada delle Cave dello scorso 7 novembre: «Il 26 gennaio 2006, con mia moglie Silvia Bricco e le mie cognate Lorenzina e Irene, abbiamo presentato al Comune di Lusernetta alcune osservazioni, prima che si riunisse la Conferenza dei servizi – spiega -: nessuna risposta, solo il silenzio».
Una delle richieste riguardava «lo spostamento della rotonda a valle del cimitero di Lusernetta in quanto si trova totalmente sui terreni coltivati di proprietà delle sorelle Bricco». Nel documento era stato sottolineato anche la presenza, «nell’appezzamento di Silvia Bricco, di castagni da frutto, che dopo dieci anni di vita stanno raggiungendo una produzione soddisfacente: dieci anni di cure uniti a ingenti spese d’impianto». Un'attività, la castanicoltura, svolta dalla Bricco a tempo pieno.
Tra le altre osservazioni rimaste senza risposta, la necessità di «mantenere un prezioso ponte in pietra a Lusernetta» e la segnalazione di «un problema di sicurezza dovuto alla brina che si forma su un tratto della nuova strada. Essa dipende da una serie di fontane tiepide, meglio conosciute come “caudan”».
A difesa del ponte si è mosso anche Matteo Morena, residente di Campiglione Fenile e membro dell’associazione "Italia nostra", attraverso una lettera inviata qualche settimana fa all’assessore regionale alla Cultura Gianni Oliva: «Da quando ho saputo che il tracciato della nuova strada passava sopra il sito e l'antico ponte sul torrente Serbial – scrive - mi sono adoperato affinché esso venisse salvaguardato. Non sono riuscito ad ottenere che il tracciato venisse spostato di qualche metro dalla Provincia, tuttavia dal Comune di Lusernetta mi avevano assicurato che un nuovo ponte avrebbe permesso di lasciare indenne il sito, passandovi sopra».
Ma così non è stato: «Durante il tavolo tecnico – continua Morena - ci hanno comunicato che il vecchio ponte, per ordine della Regione, sarebbe stato spazzato via». Il motivo? «I tecnici regionali lo ritengono necessario per garantire una "luce" minima al nuovo ponte. A mio avviso, però, si potrebbe ottenere lo stesso risultato realizzando l'attraversamento in un’ansa qualche metro più a monte oppure costruendolo a un livello più elevato, tanto più che adesso la strada scende nell’avvallamento per poi risalire».
Felice Nicolino nutre ancora qualche speranza: «Quel ponte ha una grande importanza per la popolazione di Lusernetta, sensibile alla sua storia – spiega -. Non stiamo dicendo “no” alla nuova strada, ma vogliamo che il progresso non distrugga tutto ciò che gli uomini hanno creato fino ad oggi con fatica e sacrifici. Purtroppo, però, non percepisco negli amministratori la volontà di ascoltare e dialogare».
Durante il tavolo di lavoro, approfittando della presenza dei tecnici della Provincia, Nicolino, residente a Campiglione, ha segnalato anche i problemi di sicurezza sul tratto di strada tra il ponte di Bibiana e il Comune di Campiglione Fenile: «In due chilometri si sono già verificati numerosi incidenti gravi, con ben nove morti e due invalidi permanenti. A tutt’oggi nessuno si è premurato di segnalare in modo decente almeno il pericoloso incrocio per Fenile».



Sabato 24 marzo - a partire dalle 16:30
