Nel blog bertola.eu dove si parla di Pinerolo.
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Ho già parlato in passato di come, pur essendo assolutamente a
favore di nuove infrastrutture, la voglia delle istituzioni pubbliche -
in particolare piemontesi - di scavare e riscavare
mi sembri alquanto sospetta. Potete quindi immaginare la mia reazione
quando sul giornale di oggi ho trovato non una ma due belle sparate di Mercedes Bresso.
La prima è quella secondo cui la Regione Piemonte sarebbe pronta ad investire 25 milioni di euro sulla linea ferroviaria Pinerolo - Torre Pellice,
in crisi perché i passeggeri sono pochi e i costi sono molti.
Ammettiamo pure che abbia senso, per qualche ragionamento di interesse
pubblico, mantenere in servizio una ferrovia antieconomica invece di
metterci un bel bus, come avviene ormai su tutti i percorsi extraurbani
non principali; bene, a cosa servono questi soldi? Servono a buttare
via i treni e sostituirli con dei supertram, costruiti appositamente
per poter circolare sia su binari stradali che su binari ferroviari.
Peccato che subito dopo si precisi che siccome Pinerolo è piccola e di Torre Pellice
non ne parliamo, in realtà non ci sarà alcun tratto stradale;
semplicemente, i nuovi supertram circoleranno sui binari dei vecchi
treni, fermandosi alle vecchie stazioni, e offrendo lo stesso servizio
di prima. Al massimo, visto che accelerano e frenano più velocemente,
si piazzeranno un paio di fermate extra in mezzo ai campi, sperando che
ci si materializzi prima o poi qualche passeggero. Sfugge quindi a chi
serva l’investimento; a parte ovviamente la Alstom di Savigliano, che questi supertram li costruisce.
Tuttavia, questa idea è una bazzecola se la si confronta con la successiva: la Bresso vuole costruire un tunnel autostradale a quattro corsie sotto Torino, partendo dal sottopasso di corso Unità d’Italia, passando sotto il Valentino e piazza Vittorio, e sbucando sul LungodoraItalgas. Firmando un accordo con Di Pietro
all’ultima settimana da ministro, si vuole costruire un’opera che vien
via per due lire, pare un paio di miliardi di euro; che peraltro non
sarebbero sufficienti per questa e per le altre autostrade da costruire
in zona, per cui la nuova opera sarebbe costruita da privati che poi
imporrebbero un pedaggio. all’altezza dell’
Ora, io posso capire che ci voglia del tempo per arrivare in centro
da sud e che possa far piacere l’idea di abbreviarlo; tuttavia,
un’opera del genere non servirebbe certo per convogliare le auto in piazza Castello,
per prima cosa perché non si capisce dove potrebbero costruire degli
svincoli autostradali in mezzo alla città senza devastarla, per seconda
cosa perché è noto che dove l’autostrada incoccia la città si crea una
coda e il tunnel si limiterebbe quindi a spostare l’attesa in avanti di
qualche chilometro riversando auto su vie non in grado di accoglierle,
per terza cosa perché non si capisce chi pagherebbe due o tre euro di
pedaggio a botta per risparmiare dieci minuti sui viali, e per quarta
cosa perché non ci hanno detto che tra poco metteranno l’ecopass anche
a Torino, e che comunque dobbiamo scordarci di arrivare in centro con
le auto?
Infatti, si dice, lo scopo dell’opera non sarebbe tanto portare il
traffico in centro, ma velocizzare l’attraversamento nord-sud della
città. Capisco che se uno arriva da Savona e va ad Aosta debba fare un lungo giro (che peraltro si accorcerà quando finiranno corso Marche), ma ha senso scavare un megatunnel per togliere traffico dalla tangenziale e portarlo sotto il centro città?
Restano i soliti dubbi sulla pianificazione dei trasporti dell’area
torinese; da una parte si fa una metropolitana bellissima, che però
costa e fa fatica a venire finita; dall’altra però si vuol fare la
tangenziale centro con annesse devastazioni e cantieri. Da una parte si
incrementano costi e divieti per andare in centro, dall’altra si
costruisce un parcheggio proprio sotto piazza san Carlo. Per questo sembra che l’idea sia di costruire megaopere ovunque, più che di pianificarle con cura.
Ora, se i soldi che sprecano fossero i loro, potremmo ignorarli; ma
sono i nostri, e se per tutto questo ci dobbiamo subire uno Stato che
in un solo anno aumenta le entrate fiscali
del dieci per cento - cioé più o meno quello che gli stipendi
guadagnano in cinque anni quando va bene -, creando cittadini sempre
più poveri e politici sempre più ricchi e liberi di sprecare e
regalare, la cosa comincia a diventare molto preoccupante.