Pin Brulè di marzo

Pin Brule, Spazio Nino — Inviato da pm @ 12:24

E' uscito il nuovo numero di Pin Brulè, la fanzine dello Spazio Popolare Niño di Pinerolo.

Da segnalare in particolare il ciclo di film di marzo dedicato ai vampiri e le altre attività in programma sempre per il mese di marzo, nella città. In particolare il 24 marzo faremo un presidio in centro a Pinerolo, a sostegno della lotta del comitato contro la Strada delle Cave. Presto pubblicheremo altro materiale in proposito.

Scarica il nuovo numero si Pin Brulè [DOWNLOAD PDF]


La gente non può sopportare troppa realtà

Pin Brule, Spazio Nino — Inviato da pm @ 12:14

[di Anna : : : : pubblicato su Pin Brulè di marzo] 

La gente non può sopportare troppa realtà”, diceva Carl Gustav Jung, e questo, quando si parla del rifiuto di prendere coscienza del degrado ambientale, rischia di equivalere ad una condanna a morte senza appello.

Eppure l’unica possibilità che ancora ci rimane di sottrarci a questa condanna è proprio quella di guardare alla realtà senza infingimenti, mettendo anche in discussione il nostro modo-modello di vita.

Abbiamo tempo fino al 2015 prima di arrivare al punto di non ritorno, oltre il quale la Terra diventerà un altro pianeta e la situazione sarà fuori controllo”, dice James Hansen, uno dei massimi esperti di questioni ambientali. Pochi anni dunque, ma quei cambiamenti, già così evidenti, sono proprio la realtà che ci piace rimuovere…

Ma per questa paura di guardare in faccia la realtà, siamo davvero disposti a ipotecare il futuro dei nostri figli e della Terra stessa?

Il protocollo di Kyoto, peraltro rifiutato proprio dalla potenza mondiale (l’America) che arreca più danni al pianeta, potrà fare ben poco se non siamo disposti tutti/e a mettere in discussione il nostro stile di vita. Questo significa cominciare ad abituarsi a semplici comportamenti quotidiani, (come l’utilizzo di lampadine a basso consumo, un uso oculato delle risorse, la scelta di lasciare a casa la macchina ogni tanto, l’attenzione a produrre meno rifiuti, la scelta di un’alimentazione diversa…) ma anche agire collettivamente. Bisogna cominciare a pretendere che i propri comuni di residenza mettano in atto politiche di salvaguardia dell’ambiente, incentivando ad esempio l’installazione di pannelli solari ad ogni nuova costruzione e la riconversione degli impianti già esistenti, prevedendo piani di trasporto pubblico che permettano una drastica diminuzione dell’uso delle auto (davvero crediamo che le targhe alterne possano porre rimedio a qualcosa.?!) e quindi anche un ripensamento e “ridisegnamento” delle città ad “uso di bambino” (piste ciclabili, aree verdi…). È urgente soprattutto mettere un limite all’edificazione sfrenata e ad uno sfruttamento territoriale senza criterio.

Si parla di buon senso, dunque, e di volontà individuale di contribuire con i propri comportamenti ad un cambio di rotta nei consumi e nelle priorità, invertendo una tendenza responsabile, tra l’altro, dell’indigenza che colpisce gran parte della popolazione mondiale. E si tratta di farlo subito, ora, perché i cambiamenti che ne deriveranno prevedono tempi lunghi.

Prendere le distanze dalla forma mentis ora imperante, oltre a salvaguardare chi verrà dopo di noi insieme alla sopravvivenza del pianeta, potrà forse anche riavvicinarci ai concetti di “bello”e di “lentezza”, tanto necessari per una buona qualità della vita: città che prevedano spazi verdi, ampi, nelle quali sia possibile concepire tempi dilatati e non ossessivi...

Non si tratta affatto, è chiaro, di manie ambientaliste e sogni new age, ma di sopravvivenza, rispetto e moralità.

La caratteristica più significativa della civiltà moderna è il sacrificio del futuro sull’altare del presente, e tutto il potere della scienza è stato prostituito per raggiungere questo obbiettivo” (William James, filosofo).

L’esperienza prova che è possibile resistere al modello dominante se tutti i membri di una comunità si uniscono per cercare soluzioni di ricambio” (Juan Michel)


Powered by LifeType, NoBlogs.org and A/I Collective