[Sestriere] Miss e clandestina arrestata al concorso

Rassegna Stampa — Inviato da ombra @ 16:25

Ecco l'idiota articolo de La Stampa. Cominciano le soffiate sullo status di clandestino o meno.

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SESTRIERE
Bella lo è senz’altro, con tutti i "requisiti" necessari per partecipare alle semifinali di Miss Muretto, a Sestriere, tranne uno: Beatrice Ndyae, 20enne senegalese, è una immigrata clandestina.

Per questo, la polizia l’ha arrestata alla vigilia delle semifinali, grazie a una "soffiata" anonima, una lettera anonima spedita all’Astol Models Management di Udine, la società che gestisce i concorsi di Miss Muretto e Miss Padania, alle questure di Udine, Pordenone e ai carabinieri di Sestriere, dopo che la giovane si era aggiudicata a Pontebba, in provincia di Udine, l’accesso alle semifinali del concorso che lancia vallette e veline.

La ragazza aveva dato false generalità, quella vera è Mame Diarra Bousso Ramatullay Nduaye, ed era stata espulsa dall’Italia a Pordenone a giugno. A mettersi in moto è stato l’Ufficio Immigrazione di Udine. È bastato - riporta il quotidiano del nord est Il Gazzettino - un controllo al terminale: i poliziotti di Pordenone avevano notificato l’11 giugno un decreto di espulsione a una certa Ndiaye, in Italia senza permesso dal 14 settembre del 2007. La ragazza si è fatta identificare con il suo passaporto senegalese ed è stata fotosegnalata. Dopo avere ignorato il decreto di espulsione Mame-Beatrice si è presentata il 19 giugno in passerella a Pontebba. Ad ogni sfilata si è presentata come Beatrice Ndyae, residente a Pordenone.

Poi, una volta messosi in moto il meccanismo della giustizia, l’arma dei carabinieri ha fatto un controllo al villaggio olimpico del Sestriere: nella camera A32 c’era Beatrice-Mame, che ha subito capito che non avrebbe potuto partecipare alla semifinale di Miss Muretto. La giovane è stata portata nel carcere di Torino Lo Russo e Cutugno e l’udienza di convalida per il fermo si terrà lunedì mattina nel tribunale di Pinerolo.


Lo strano caso di Pineropoli

Spazio Nino, Studenti — Inviato da ombra @ 17:16

Ovvero: la parabola discendente della società dell’immagine.

 


Salutiamo con vivo interesse la decisione del Comune di Pineropoli (in tutte le sue parti, maggioranze ed opposizioni che siano) di prendersi cura di un momento così importante per gli studenti pineropolesi, come la fine dell'anno scolastico. Finalmente l'istituzione si accorge dell'importanza e della centralità che devono avere i giovani nell'ambito della vita culturale della Città. Per anni avevano lottato e si erano autorganizzati per costruire concerti, iniziative e momenti d'aggregazione senza badare a partner privati e preoccupandosi della carenza di spazi di partecipazione e di luoghi in cui poter esprimersi.

Ma il Comune ha deciso che i giovani pineropolesi devono essere “tirati su bene”. Basta con le festicciole, ai concerti, all'autorganizzazione. Facciamo noi. Una promessa che l'Assessore al turismo di Pineropoli ha preso alla lettera, partorendo, insieme a misteriosi partner privati reperibili al sito web d'alto interesse culturale www.misslicei.it, un'iniziativa degna di Pineropoli.
Chi l'ha detto che il corpo femminile non possa essere utilizzato per finalità commerciali?
Lo fanno tutti. Pineropoli, la città dello charme, non è mai stata da meno in questo. Fin da quando il generale Caprilli vinceva i concorsi di bellezza con le sue cavalle.

Poco importa che la festa di fine anno assomigli al tanto condannato Rave di Baudenasca. Quelli, a detta del Comune, erano giovani che si sballavano con la musica e le sostanze. Giovinastri! Noi invece li facciam sballare con l'entratta a pagamento, gli sponsor e le cosce lunghe. I rave organizzati con patrocinio del Comune vanno bene. E' importante prenderne atto. La sostanza non conta.

La festa delle scuole quest'anno vedrà l’elezione di Miss Licei 2008 con il patrocinio del Comune! Che bello! Finalmente l'attenzione al sociale che mancava in questa città. Finalmente un utilizzo corretto del Parco Olimpico! In realtà il sindaco voleva destinare quell'area al progetto Paidopoli, un parco di divertimenti dove il bimbo che entra pagando riceve una somma di finto-denaro che deve investire in attività finto-commerciali. Il baby-broker più efficente riceve un premio a fine giornata.

Una risposta delle istituzioni ai dati che vedono il 24% dei bambini italiani a rischio povertà? No, semplicemente l'idea malsana di abituare i bimbi da piccoli all'idea del denaro e che tutto ha un prezzo. Anche la propria infanzia. Ce lo immaginiamo, il sindaco di Pineropoli che compila il suo programma elettorale prendendo spunto da testi sacri come Topolino e Il grande libro degli gnomi.

Il Comune ha scelto di proporre un messaggio chiaro: per divertirsi bisogna apparire, specialmente se si è donna. Il concetto di bellezza usa e getta (ad uso e consumo di un desiderio maschile indotto), tradizionalmente appannaggio di discoteche e televisioni, unito alla considerazione di cui godono le donne in questa società, che le mette su di una passerella e poi le stupra, risulta già sufficientemente avvallata.

I giovani si devono divertire, secondo il Comune, possibilmente senza troppo pensare alla cultura. Infatti a patrocinare l'evento è l'assessorato al turismo, non quello alla cultura.
In effetti il Comune in questo senso ha un curriculum invidiabile: iniziative costruite intorno alla ricerca di un ritorno economico e di immagin, sempre uguale, indpendentemente dal presunto contenuto dell'iniziativa. Chi cambia è il partner privato.

Raggiungere i propri fini non badando ai mezzi e alle conseguenze di ciò che si propone, è  tipico di un immaginario da consulente pubblicitario in grado di mettere la giusta luce sul messaggio: ti diverti e rinunci a pensare su quel che fai, cosa vuoi di più? Un Lucano?
Ci aveva già pensato Mediaset 20 anni fa. Manco originale, il Comune.

Nel frattempo, l’errata percezione del proprio corpo continua a minare l’adolescenza di tante ragazze, ma anche di molti maschi”, possiamo leggere in un recentissimo articolo della Stampa che continua affermando come ”su mille studenti adolescenti, il 17 per cento delle ragazze sono sottopeso nell’eta delle medie e delle superiori, e il 7 per cento è  vittima di disturbi alimentari” e di orizzonti culturali a misura di rivista patinata, aggiungiamo noi. 

Ma, non paghi di questi discorsi, i nostri servizi d'intelligence hanno ricostruito il parto di questa idea geniale in una telefonata ipotetica tra due assessori di Pineropoli.

Assessore pineropolese 1: "Hai sentito? La Carfagna non ha concesso il patrocinio al Gay Pride! Dobbiamo segnare un processo di discontinuità dialogante con il Governo! Diamo un patrocinio!"
Assessore pineropolese 2: "Certo, ma a cosa? Fieraffari è già passata!"
Assessore pineropolese 1: "Hei mi han portato il depliant di Miss Licei 2008. Dai, celebriamo la bellezza del nostro territorio. Cosi' autodeterminiamo la donna, che puo' scegliere quale vestito indossare e quali parti di sè far vedere!"
Assessore pineropolese 2: "Giusto! E poi i commercianti son contenti! Quanta libertà e quanta cultura per i nostri giovani!"
Assessore pineropolese 1: "No no, è solo ricreazione. Non confondere. Noi la cultura la facciamo con la Maschera di Ferro! Bisogna essere chiari con la popolazione. Si pensa solo nei posti giusti".

No, probabilmente in questo clima di concordia nazionale, non è andata neanche così. 

 

Pinerolo - Giugno 2008 - Spazio sociale autogestito Niño


Un alluvione annunciato

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 11:31

Via Ombra

 


 

E' francamente sconfortante dover continuamente parlare di un luogo per denunciarne i disastri. Uno vorrebbe ogni tanto fare anche altro. Invece l'attualità impone di dire alcune cose, che per altro pochi dei luminari giornalisti qui in giro ha il coraggio e la pazienza di ricostruire. A ben pensarci il problema non è neanche il coraggio. Basta saper fare il proprio lavoro. Ma questi sono altri discorsi.

E allora parliamo ancora di Val Pellice, la valle degli alluvioni. Per la terza volta in 14 anni il territorio della provincia di Torino è stato martoriato da esondazioni, ponti che crollano e morti. Il bel paese olimpico, quel parco dei divertimenti (Torino Olympic Park) già in deficit di soldi, mostra tutte le sue contraddizioni.

Molti giornali e televisioni hanno parlato della Val Pellice, con stupore, riferendosi alle esondazioni. Certo, sono fatto non comuni quelli che vedono i fiumi esondare nelle vallate alpine piu' che in pianura. La metereologia ci spiega che questo avviene quando lo zero termico (il limite nel quale la precipitazione passa da piovosa a nevosa) è ad alta quota, sopra i 3000 metri. In questi casi il volume di pioggia è molto maggiore a quello della neve (che non cola via subito ma resta sul terreno e si scioglie progressivamente) e quindi l'acqua che si riversa in valle è tantissima. Fenomeni non consueti ma che tendono ad aumentare in questi decenni di surriscaldamento globale. Ce li dobbiamo aspettare sempre piu' spesso, quindi. Uno si aspetterebbe dunque che con queste previsioni facilmente reperibili ovunque, i comuni a rischio delle vallate del Nord-Ovest prendessero le giuste precauzioni.

Invece no. Ed ecco dimostrato che questo non sta avvenendo.

Continua...


Il nostro compagno Orso

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 21:30
30 maggio 2008 
Nelle prime ore di ieri è morto Bruno Redoglia, Orso. Gli siamo stati
vicini in modo discontinuo in questi 40 anni.
Impariamo dall'inizio degli anni Settanta all'Indesit - al circolo operaio
di None (To), a leggere e commentare la fabbrica e la realtà più vasta alla
luce dei testi originali dello «zio Karl» o di «Carletto» come veniva
soprannominato l'autore de Il Manifesto dei comunisti . Orso è uscito dal
Pci nei primi anni Sessanta. Incominciamo a imparare regole di comportamento
originali nella lotta di fabbrica, nella scrittura dei giornalini
settimanali venduti ai lavoratori, nei confronti dei gruppi
extraparlamentari di allora e del Pci. Si possono riassumere come segue: -
no all'idea che la classe operaia sia omogenea e pronta magari all'appello
alla rivoluzione da parte del «partito» di turno, no alla delega ai
dirigenti a pensare e parlare a nome degli «iscritti» o della base
elettorale, no alla battaglia per la propria «maglietta» sindacale a spese
della possibile unità dei lavoratori, no al «tifo» per la lotta armata e per
i Robin Hood che dicono che è arrivato il momento della rivoluzione e
iniziano a sparare sempre più in alto a nome della classe operaia; no alla
divisione tra chi studia e chi lavora, necessità di convincere i lavoratori
a unire alla disponibilità alla lotta l'impegno a farsi una cultura.
Impariamo che chi vuole la lotta più dura può rivelarsi un crumiro, come
pure che gridare al «contratto bidone» o al «sindacato venduto» non vuol
dire essere automaticamente disponibili a organizzarsi e lottare in prima
persona; inoltre che non si deve accettare la nomina a delegato a vita (i
senatori...), ma saper creare ricambi e saper alimentare il dibattito e la
partecipazione senza farsi delegare, e staccare dalla produzione. Impariamo
che la contraddizione tra borghese e proletario passa all'interno della
classe operaia e di ogni individuo, ma una cosa è dirlo e una cosa è
iniziare la propria rivoluzione personale. Dopo alcuni anni il circolo si
frantuma e poi ci sarà la cassa integrazione del 1980 e la pensione. Orso
riduce le attività, segue sui giornali e alla radio gli avvenimenti, va in
bicicletta alle manifestazioni, discute con un numero ridotto di compagni.
La sua casa è un laboratorio di elettronica e un magazzino di attrezzature
varie comprate con pochi soldi al Balun il sabato. Orso pratica una vita
sobria e coerente con le sue idee contro il consumismo. Da alcuni anni la
sua salute peggiora fino a portarlo alla morte. Siamo vicini alla cara
Mirella.

*I compagni di strada del Circolo operaio di None*

Prima

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 16:51

Dal gruppo 17 luglio:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè
rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano
antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano
fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero
comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.
**Bertolt Brecht *

Provate ad immaginare.
Una persona del vostro quartiere è sorpresa dentro un appartamento: forse
voleva rubare, forse voleva portar via una neonata. Viene arrestata.

Provate ad immaginare.
Il giorno dopo e poi quelli successivi, ragazzi in motorino lanciano una
molotov contro la casa di un vostro vicino. L'incendio brucia in parte
l'appartamento ma, per fortuna, l'uomo, la donna e i due bambini che ci
vivono se la cavano. Spaventati, ma incolumi. Poi è la volta di un intero
quartiere: arrivano a centinaia con i bastoni e le bottiglie incendiarie. La
gente scappa si rifugia da parenti.

Provate ad immaginare.
Un bambino che vive ad un paio di isolati da casa vostra viene circondato da
gente ostile che, sapendo che è del vostro paese, lo insulta, lo
schiaffeggia, lo spinge a forza dentro una fontana. Il bambino è piccolo,
forse piange, forse stringe i denti perché la violenza degli altri è un pane
duro che ha imparato a masticare sin da quando è nato.

Provate ad immaginare.
La furia non si placa: anche i quartieri vicini sono sotto assedio. Raccolte
in fretta poche povere cose intere famiglie si allontanano. La polizia non
ferma nessuno degli incendiari ma "scorta" voi e i vostri compaesani. Andate
via. Non sapete dove. Lontano dalle molotov, lontano dalla rabbia, lontano
dalla ferocia di quelli che sino al giorno prima vivevano a poche centinaia
di metri da voi. Andate in cerca di un buco nascosto dove, forse, potrete
resistere per un po'. Fino alla prossima molotov.

Provate ad immaginare.
Vostri compaesani e parenti che vivono lontano, in altre città, vengono
assaliti, le loro case bruciate. Anche loro sono in strada.

Provate ad immaginare.
Il governo del vostro paese vara misure straordinarie per far fronte
all'emergenza. Leggi per fermare la violenza e l'illegalità. Leggi contro di
voi ed i vostri parenti, contro i vostri vicini di casa, contro quelli del
vostro quartiere e contro tutti quelli del vostro stesso paese.

Provate ad immaginare di essere in Italia, in questo maggio del 2008.
Non vi pare possibile? Eppure è cronaca di tutti i giorni. La cronaca di un
pogrom.

Un pogrom che sta incendiando l'Italia. Brucia le baracche dei rom e corrode
la coscienza civile di tanti di noi. Qualcuno agisce, i più plaudono silenti
e rancorosi, convinti che da oggi saranno più sicuri. Al riparo dalla
povertà degli ultimi, di quelli che non si lavano perché non hanno acqua
neppure per bere, di quelli che di rado lavorano, perché nessuno li vuole,
di quelli che vanno a scuola pochi mesi, tra uno sgombero di polizia ed un
rogo razzista.

Forse pensate che questo non vi riguarda. Forse pensate che questo a voi non
capiterà mai. Siete cittadini d'Europa, voi. Siete gente che lavora, che
paga il mutuo, che manda i figli a scuola. Forse avete ragione. Forse no.
Nella roulette russa della guerra sociale c'è chi affonda e chi resta a
galla. Il lavoro non c'è, e se c'è è precario, pericoloso, malpagato. Il
mutuo vi strangola, non ce la fate ad arrivare alla fine del mese, a pagare
tutte le spese, ma forse, tirando a campare, con la paura che vi stringe la
gola, ce la farete. Gli altri, quelli che restano fuori, che crepino pure.
Nemici, anche i bambini. O li caccia il governo o ci penserete voi stessi,
di notte con i bastoni e le molotov. A fare pulizia. Etnica. Intanto, giorno
dopo giorno, i nemici, quelli veri, vi portano via la vita, rendono nero il
vostro futuro. Il nemico marcia sempre alla nostra testa: è il padrone che
sfrutta, è il politico che pretende di decidere per noi, che vuole che i
penultimi combattano gli ultimi, perché la guerra tra poveri cancella la
guerra sociale.

Provate ad immaginare che un giorno il padrone vi licenzi, che la banca si
prenda la casa, che la strada inghiotta voi e i vostri figli.

Sarà il vostro turno. Ma allora non ci sarà più nessuno capace di
indignazione, capace di rivolta.

Provate ad immaginare un futuro come questo presente, da incubo.
Un'offensiva razzista senza precedenti che trova pericolosi consensi anche
in quegli strati popolari che avrebbero mille motivi per rivoltarsi contro
ben altri soggetti e, cioè, contro i poteri forti e i suoi costanti soprusi
sulle classi subalterne.

Morti sul lavoro, salari da fame, precarietà diffusa e disoccupazione,
problema casa, distruzione dei servizi sociali, problematiche sociali
diffuse il cui responsabile ha un nome e cognome ben chiaro: il sistema
capitalista, che continua a produrre super-profitti da una parte, guerre,
sfruttamento e miseria dall'altra.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: strada libera per la crescita di un
nuovo fascismo, istituzionale, squadrista e addirittura popolare.

Provate ad immaginare.
Un giorno qualcuno potrebbe chiedervi "dove eravate mentre bruciavano le
case, deportavano la gente, ammazzavano i bambini?" Non dite che non
sapevate, non dite che non avevate capito, non dite che voi non c'entrate.

Chi non ferma la barbarie ne è complice.


Nota:

Ondina Peteani <http://www.anpi.it/uomini/peteani_ondina.htm>, prima
staffetta partigiana d'Italia, deportata ad Auschwitz con il numero 81672.
*Nata a Trieste il 26 aprile 1925, deceduta a Trieste il 3 gennaio 2003,
ostetrica, libraia, sindacalista, dirigente dell'ANPI, dell'ANED (
Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti) e delle
donne democratiche. All'indomani della scomparsa di Ondina Peteani, il
figlio Gianni ha costituito un Comitato, da lui stesso presieduto, per
onorarla come "prima staffetta partigiana d'Italia". *

20 maggio 2008


Serata Saharawi

Generale — Inviato da ombra @ 14:17
giovedì 29 maggio 
al circolo ARCI FARE AIT di Torre Pellice 
Serata Saharawi

La serata è organizzata per sostenere il progetto Solidar Bus
2008 e finalizzato alla raccolta di aiuti per il popolo Saharawi, che il giorno dopo
verranno portati a Genova in occasione dell'inaugurazione di ZENA-ZUENA.
Chi volesse maggiori informazioni sulla iniziativa:
www.creatividellanottemusicforpeace.org

Scarica il volantino [PDF 338 Kb]
Fare Nait 

La donna del fiume e il ladro di terra

Generale — Inviato da ombra @ 12:21
Venerdì 16 maggio a Fare nait una grande serata: a cena potrete avvicinarvi
all'Amazzonia con una "fejioada" Brasiliana e poi incontrare gli autori del film "A
beradeira e o grilador" (La donna del fiume e il ladro di terra) e assistere insieme
alla proiezione.
Il film è prodotto dall'o.n.g. M.A.I.S. (Movimento per l'Autosviluppo,
l'Interscambio e la Solidarietà) e narra della vita nei villaggi sulla riva del
grande fiume minacciati dalla privatizzazione delle risorse (foresta, acqua ...); è
in corso una lotta per difendere i diritti delle popolazioni locali, gli autori in
sala ci aggiorneranno sulla situazione.
Non potete mancare... (prenotare per la cena, 339 8941900)
fare nait

Tangenziale centro

Rassegna Stampa — Inviato da pm @ 10:29

Nel blog bertola.eu dove si parla di Pinerolo.

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Ho già parlato in passato di come, pur essendo assolutamente a favore di nuove infrastrutture, la voglia delle istituzioni pubbliche - in particolare piemontesi - di scavare e riscavare mi sembri alquanto sospetta. Potete quindi immaginare la mia reazione quando sul giornale di oggi ho trovato non una ma due belle sparate di Mercedes Bresso.

La prima è quella secondo cui la Regione Piemonte sarebbe pronta ad investire 25 milioni di euro sulla linea ferroviaria Pinerolo - Torre Pellice, in crisi perché i passeggeri sono pochi e i costi sono molti. Ammettiamo pure che abbia senso, per qualche ragionamento di interesse pubblico, mantenere in servizio una ferrovia antieconomica invece di metterci un bel bus, come avviene ormai su tutti i percorsi extraurbani non principali; bene, a cosa servono questi soldi? Servono a buttare via i treni e sostituirli con dei supertram, costruiti appositamente per poter circolare sia su binari stradali che su binari ferroviari.

Peccato che subito dopo si precisi che siccome Pinerolo è piccola e di Torre Pellice non ne parliamo, in realtà non ci sarà alcun tratto stradale; semplicemente, i nuovi supertram circoleranno sui binari dei vecchi treni, fermandosi alle vecchie stazioni, e offrendo lo stesso servizio di prima. Al massimo, visto che accelerano e frenano più velocemente, si piazzeranno un paio di fermate extra in mezzo ai campi, sperando che ci si materializzi prima o poi qualche passeggero. Sfugge quindi a chi serva l’investimento; a parte ovviamente la Alstom di Savigliano, che questi supertram li costruisce.

Tuttavia, questa idea è una bazzecola se la si confronta con la successiva: la Bresso vuole costruire un tunnel autostradale a quattro corsie sotto Torino, partendo dal sottopasso di corso Unità d’Italia, passando sotto il Valentino e piazza Vittorio, e sbucando sul LungodoraItalgas. Firmando un accordo con Di Pietro all’ultima settimana da ministro, si vuole costruire un’opera che vien via per due lire, pare un paio di miliardi di euro; che peraltro non sarebbero sufficienti per questa e per le altre autostrade da costruire in zona, per cui la nuova opera sarebbe costruita da privati che poi imporrebbero un pedaggio. all’altezza dell’

Ora, io posso capire che ci voglia del tempo per arrivare in centro da sud e che possa far piacere l’idea di abbreviarlo; tuttavia, un’opera del genere non servirebbe certo per convogliare le auto in piazza Castello, per prima cosa perché non si capisce dove potrebbero costruire degli svincoli autostradali in mezzo alla città senza devastarla, per seconda cosa perché è noto che dove l’autostrada incoccia la città si crea una coda e il tunnel si limiterebbe quindi a spostare l’attesa in avanti di qualche chilometro riversando auto su vie non in grado di accoglierle, per terza cosa perché non si capisce chi pagherebbe due o tre euro di pedaggio a botta per risparmiare dieci minuti sui viali, e per quarta cosa perché non ci hanno detto che tra poco metteranno l’ecopass anche a Torino, e che comunque dobbiamo scordarci di arrivare in centro con le auto?

Infatti, si dice, lo scopo dell’opera non sarebbe tanto portare il traffico in centro, ma velocizzare l’attraversamento nord-sud della città. Capisco che se uno arriva da Savona e va ad Aosta debba fare un lungo giro (che peraltro si accorcerà quando finiranno corso Marche), ma ha senso scavare un megatunnel per togliere traffico dalla tangenziale e portarlo sotto il centro città?

Restano i soliti dubbi sulla pianificazione dei trasporti dell’area torinese; da una parte si fa una metropolitana bellissima, che però costa e fa fatica a venire finita; dall’altra però si vuol fare la tangenziale centro con annesse devastazioni e cantieri. Da una parte si incrementano costi e divieti per andare in centro, dall’altra si costruisce un parcheggio proprio sotto piazza san Carlo. Per questo sembra che l’idea sia di costruire megaopere ovunque, più che di pianificarle con cura.

Ora, se i soldi che sprecano fossero i loro, potremmo ignorarli; ma sono i nostri, e se per tutto questo ci dobbiamo subire uno Stato che in un solo anno aumenta le entrate fiscali del dieci per cento - cioé più o meno quello che gli stipendi guadagnano in cinque anni quando va bene -, creando cittadini sempre più poveri e politici sempre più ricchi e liberi di sprecare e regalare, la cosa comincia a diventare molto preoccupante.


9 maggio - Di un presente precario

Spazio Nino, Lavoro — Inviato da ombra @ 19:48

Il primo maggio lo passeremo tra le varie iniziative organizzate per quella data. Tra queste, vi segnaliamo la May Day milanese.

Il 9 maggio invece, allo Spazio Niño, in Via Midana a Pinerolo, vi aspettiamo alle 21 per la proiezione del filmato

"Di un presente precario" di Cristina Rossi e Stefano Carcereri.

Seguirà breve dibattito sui temi trattati dal documentario.

Sinossi:
Alcuni precari parlano con altri precari a proposito di quello che li
accomuna: il Precariato.
Una serie di interviste realizzate tra la fine del 2006 e la prima metà del
2007. Poche domande fatte a diversi tipologie di precari: che cosa vuol dire
per te essere precario/a? cosa non dicono i media sul precariato?

Interveranno alla proiezione:
gli autori Cristina Rossi e Stefano Carcereri 

Clinamen Newsletter - Numero 0

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 08:41

Numero 0 della newsletter dell'Associazione Clinamen.

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20 Aprile 2008

Ciao,
Questa è la newsletter dell'Associazione Clinamen, con la quale avremmo piacere di segnalarti alcune iniziative e/o materiali che riteniamo interessanti per chi desidera approfondire altre possibilità di relazione/lavoro/attivismo politico e non si rassegna al panorama culturale e politico predominante.

Ti mandiamo questa prima email per segnalarti che abbiamo ristrutturato il sito dell'associazione http://www.associazioneclinamen.org

Abbiamo aperto una sezione di "materiali di pedagogia", nella quale per ora sono inseriti:

- la relazione tenuta al convengo del 16 febbraio a Pinerolo da German Gutirrez (in spagnolo e in italiano).

- due materiali inediti su internet. Uno di Giulio Girardi su "Paulo Freire e l'importanza dell'educazione popolare oggi" e l'altro di Silvia Manfredi e Piergiorgio Reggio sull'attualità del pensiero di Freire.

Li trovi tutti in questa pagina:
http://associazioneclinamen.org/drupal/node/7

Nel caso fossi interessato/a a collaborare al sito e alle attività dell'associazione o ad aiutarci a tradurre materiali, mettettiti in contatto con noi scrivendo all'e-mail info@associazioneclinamen.org
o telefonando al 320.1187411 .

Saluti e buon 25 aprile.

Associazione Clinamen
 


Sul prossimo incontro con Latouche

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 06:51
In vista della partecipazione di Serge Latouche a "pensieri in piazza" a Pinerolo il 28 maggio prossimo, 
alcune letture interessanti.
--> Berlinguer e Latouche [PDF] 
--> Cacciari decrescita e pil [PDF] 
 
Gruppo 17 Luglio 
 

25 aprile a Torre Pellice

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 08:34
Il 25 aprile, come previsto si festeggia la Liberazione con  i postfascisti al governo; resistiamo, venite a cena (facciamo una cena popolare, il vino lo offriamo noi, così, per consolarci e consolarvi).
Durante e dopo cena si suona e si canta, canzoni popolari, della Resistenza, di lotta e di che vi pare.
Se potete prenotate, per noi è utile sapere all'incirca quanti si è a cena (339 8941900).
 
“Fare nait" circolo ARCI

Piazza Cavour 1 Torre Pellice

Scarica il volantino [DOC] 

 

I contatti crescono

Generale — Inviato da ombra @ 09:37

Stiamo pian piano aggiungendo nuovi link nella sezione dei contatti.

Ieri abbiam aggiunto questo nuovo blog.

 


 

Se siete pinerolesi e avete un gruppo/blog/sito in linea con quel che diciam qui, segnalatelo nei commenti, che cosi' tiriam su una bella lista di buoni "luoghi" del web dedicati al territorio... 


[Post-Olimpiade] L'Agess e la beffa

Rassegna Stampa — Inviato da ombra @ 08:31

Dal blog di ombra

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Di solito non mi interessa farlo. Ma questa volta è diverso. Molto diverso. Ecco una roba che ho messo anche su Indymedia Piemonte.

Erano stati inquisiti ed adesso si comincia a giungere alle fasi processuali interessanti. Non stiamo parlando di uno di quei processi che fanno scalpore. Nulla di tutto questo. Uno di quei processi minori come ce ne sono tanti in Italia, per uno di quei fallimenti pubblici minori, come ce ne sono tanti in Italia. Cosa vuole che siano 4 milioni e mezzo di euro di buco per un'agenzia pubblica, nei confronti del buco Alitalia e o dei bilanci Telecom? Nulla. Però per una valle alpina che ha vissuto nel miracolo olimpico (o piuttosto nella sua speranza), possono rappresentare una delle poche chanche per il futuro.

L'AGESS era stata creata per questo: per il futuro della Valle. "Agenzia per lo sviluppo sostenibile della valle" si leggeva nei documenti che la vedevano nascere e che fatalmente ne segnavano anche l'epitaffio. Già perchè sviluppo sostenibile per molti non vuol dire altro che "una buona modalità per fare un po' di soldi". Per carità, non dappertutto è così. Molto spesso tuttavia, specialmente in quelle zone di provincia che vedono arrivare tanti soldi tutti assieme (come per le Olimpidi in Val Pellice), l'appetito vien mangiando.

Le vicende dello sviluppo sostenibile della Val Pellice, le avevamo già raccontate in precedenza sulla vecchia indymedia. Qui c'è l'inizio della storia. Qui il suo tragico seguito.

Dopo quasi 2 anni è venuto il momento di tornare a fare il punto della situazione su di un processo che ricalca molto bene quanto è ruotato intorno alle Olimpiadi.

Della ventina di denunciati della fase iniziale del processo, si è giunti lo scorso 22 febbraio all'udienza preliminare per i 3 soli fortunati vincitori: Riccardo Lorenzino, l'ex-presidente della Spa per lo sviluppo della Val Pellice , Gianclaudio Magra, che di quella società era il direttore, e Mario Sandretto, segretario della Comunità montana Val Pellice all'epoca dei fatti ed anche oggi. I primi due sarebbero responsabili di bancarotta semplice e malversazione. Sandretto, invece, deve rispondere di "falso" in merito a una firma per quietanza su una fattura: contestazione che il pm Ciro Santoriello nel luglio scorso aveva esteso a Lorenzino e Magra.

Il 20 marzo è arrivato il responso: per Sandretto condanna a due mesi di reclusione (condonati) per il reato di falso. Per quanto riguarda Lorenzino, e Magra, il Gup ha "sposato" la tesi della Procura, rinviandoli entrambi a giudizio per bancarotta semplice, malversazione e falso. Il processo inizierà il 4 giugno, ma un dato è quello che salta agli occhi: queste cose si sapevano fin dal 2006 e chi provava a tirarle fuori all'epoca veniva anche minacciato.

Nel frattempo la Valle che ha fatto? Come ha reagito?

Nel frattempo il partito dei costruttori (leggi PD) ha continuato la sua opera di lottizzazione della valle. Le tre persone inquisite e condannate per la vicenda AGESS erano infatti in quota DS ed ora PD. I loro compagni di partito siedono ancora sul trono dell'attuale giunta della Comunità Montana e sono loro, sempre gli stessi, a partecipare alla lottizzazione della Val Pellice tramite progetti faraonici e di cui si intuisce la dubbia utilità.
Prima tra tutte la Strada delle Cave, che tramite un'opera di propaganda ed una finta trattativa, ora è in fase di costruzione.
Le strutture dell'AGESS, dopo essere cadute per un periodo in disuso, sono state in parte rilevate dalla Regione ed in parte date in gestione alla Comunità Montana. La Regione (e quindi parliamo di fondi pubblici) ha proposto di acquistare la Crumiere a Villar Pellice per 1.750.000 euro dalla procedura fallimentare. Peccato che qualche giorno prima del fallimento fosse in procinto di staccare un assegno da 2.725.000 euro. La struttura di Villa Olanda, la sede di AGESS è stata affidata ad una grossa cooperativa sociale dalla Comunità Montana, perchè ne facesse un centro di attività socio educative. La cooperativa stava per entrare nella struttura quando si è accorta che ai locali mancava l'agibilità, che non c'era mai stata. Tale agibilità non c'era quando la sede era attiva e conteneva tutti gli uffici di AGESS. Tutto è fermo, in attesa che la Comunità Montana (la stessa di Sandretto) provveda.
Il pinerolese doveva inoltre essere al centro di un'innovazione tecnologica, grazie a chilometri e chilometri di fibra ottica che dovevano diventare il fiore all'occhiello di un territorio olimpico florido. Ovviamente è ancora tutto fermo, se non pressochè inutilizzabile. E la cosa triste è che a denunciare queste cose sono solo gli esponenti di centrodestra, che, sono sicuro, non si comporterebbero molto diversamente.


24 aprile - proiezione di Nazirock

Spazio Nino — Inviato da ombra @ 23:06

In questi tempi bui, c'è bisogno di ritrovarsi e r/esistere.

Giovedì 24 Aprile @ Spazio Niño

[ore 19] Cena collettiva 

[ore 21] Proiezione di Nazirock 

Download Volantino PDF 


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