Crisi: manifestazione di Valle

Lavoro, Studenti — Inviato da ombra @ 15:50

Operai, studenti, insegnanti

Sabato 29 novembre manifestazione a Villar Perosa

Per la difesa del lavoro nel pinerolese

Per la difesa della scuola pubblica

Lavoratori e cittadini il pinerolese sta vivendo una forte crisi occupazionale centinaia di operai sono in cassa integrazione non arrivano investimenti, la precarieta’ del lavoro dilaga.

Dobbiamo batterci contro l’immobilismo e il disfattismo di molti che non vogliono esporsi. Se le fabbiche chiudono e noi non ci battiamo per difendere i nostri posti di lavoro, chi ci dara’ un reddito per vivere?

Lo smantellamento della scuola pubblica dimostra che gli ultimi governi, non hanno posto al centro del loro lavoro la tutela dello stato sociale; ma il suo smantellamento. Tutto a favore delle speculazioni borsistiche. Il risultato e’ stato la perdita di milioni di posti di lavoro in tutto il mondo.

La manifestazione si svolgera’ alle ore 15.00 davanti alla Sachs zf di Villar Perosa.

Da Pinerolo il pulman a p.za cavour parte alle ore 14.35. Il costo del biglietto e’ di c.a 4€ a/r.

Partecipiamo e fate partecipare numerosi.



I postumi dell'alluvione

Rassegna Stampa, Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 21:27

dal blog di ombra

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Era un po' di tempo che non parlavo delle mie vallate. Di solito mi piace descriverne le particolarità o le tradizioni, le modalità di coltivazione dei prodotti o le storie che la montagna conserva.

Invece ogni tanto tocca dover riprendere in mano le fila di discorsi fatti mesi addietro e che si rivelano tragicamente esatti. Sto parlando di alluvione e di morti. Dei 4 morti che la Val Pelice ancora piange oggi. Erano state poche le voci che si erano levate denunciando la non casualità di alcuni eventi, che invece erano da ricercarsi in un approccio ottuso e non curante del territorio, messo in atto da molte amministrazioni comunali.

Tra le voci, anche io in questo blog, con due articoli che ricostruivano l'idiozia della sordità:

Val Pellice: 4 morti annunciate - Val Pellice: la parola disgrazia

Oggi viene pubblicato su La Stampa un articolo che riferisce dell'iscrizione nel registro degli indagati, del sindaco di Villar Pellice, con l'accusa gravissima di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Un'accusa pesante e, a mio avviso, piovuta un po' come un capro espiatorio. Perchè è vero che ci sono responsabilità indubbie dell'Amministrazione comunale, ma è altresì corretto dire che queste responsabilità non possonoessere portate solo da questo sindaco. Il disastro dello scorso maggio è il risultato di decenni d'incuria e di cattivi investimenti sul territorio. Il risultato di molteplici livelli istituzionali che non hanno avuto come priorità la conservazione e la tutela dei torrenti e dei loro alvei.

Spiace aver ragione e spiace dover constatare che dopo 6 mesi in Val Pellice come in Val Chisone, come in tutte le zone colpite dall'alluvione, non si è mosso ancora nulla.

Di seguito trovate l'audio della trasmissione Ritagli di Radio Beckwith che si è occupata del Post alluvione in Val Pellice. Tra le altre cose è interessante ascoltare l'intervista al Sindaco di Torre Pellice che si trova costretto a dire che, per ora, gli abitanti della valle non possono sperare nella risistemazione degli alvei, perchè i soldi non ci sono.

[Download MP3 64 kbps - 14,5 Mb]

In questi giorni sta piovendo. Dobbiamo ricominciare a guardare con paura i fiumi?


[Scuola] Corteo partecipato a Pinerolo

Studenti — Inviato da ombra @ 01:01

Da Indymedia Piemonte

Più di 3.000 persone oggi a Pinerolo per il corteo contro la Riforma Gelmini e i tagli all'istruzione. Bambini, genitori, insegnanti e studenti uniti nella lotta e nella mobilitazione.

Continuano le agitazioni nelle scuole superiori pinerolesi, soprattutto all'Agrario e all'Alberghiero, dopo le occupazioni di Scientifico e Porporato delle scorse settimane.

Il Coordinamento genitori-insegnanti, promotore del corteo, ha assicurato che la mobilitazione non finirà qui. Proposta, tra l'altro, l'occupazione simbolica delle scuole di ogni ordine e grado.

la mobilitazione continua.


Occupazione scientifico Marie Curie

Studenti — Inviato da ombra @ 10:44

Dal Blog dell'occupazione

Immagini

 

 

Video

 

 


 


Occupazioni in provincia

Studenti — Inviato da ombra @ 22:36

Dopo le occupazioni di Scientifico e Porporato la scorsa settimana, proseguono le mobilitazioni studentesche nel pinerolese.

Questa volta è la volta dell'Agrario di Osasco.

Ecco il comunicato:

L’Agrario di Osasco protesta!!!

 

Osasco– Le manifestazioni che stanno coinvolgendo quasi tutte le Regioni della nostra penisola, si susseguono anche nell’interland torinese con l’Istituto Agrario “A.Prever” di Osasco che, compatto più che mai, si è attivato a 360°, contro la riforma Gelmini.

Questa piccola realtà, composta da circa 300 allievi, è riuscita ad occupare la scuola: la protesta, svoltasi in maniera pacifica, ha dato la possibilità anche a coloro che si erano astenuti di fare regolarmente lezione.

Gli allievi hanno preso possesso dell’edificio per tre giorni, manifestando con slogan (“senza bandiere….senza partiti… contro la Gelmini tutti uniti”) e svolgendo riunioni tra tutti gli studenti di questo Istituto contro i “tagli Gelmini”, nell’intento di lasciare una piccola, umile, modesta traccia e contribuire a salvaguardare il loro futuro, messo gravemente a rischio. La protesta è iniziata dopo una lunga assemblea svoltasi all’esterno dell’edificio scolastico a causa dell’impossibilità di poter usufruire di uno spazio interno alla scuola.  L’assemblea è stata organizzata da alcuni studenti delle due classi del quinto anno scolastico; essi hanno spiegato e illustrato i decreti, con alcuni ragazzi che successivamente hanno manifestato nel dibattito, tutte le loro perplessità.

Anche alcuni insegnanti si sono gentilmente prestati a dare chiarimenti su alcuni punti cruciali  sulla riforma della scuola pubblica   

 

L’OCCUPAZIONE– Oltre all’occupazione della Scuola, i ragazzi hanno manifestato il loro “malcontento” con un corteo massiccio, che ha bloccato per diverse ore il traffico urbano del paese di Osasco. Gli Studenti di questa scuola, hanno fermamente creduto in questo tipo di protesta, al fine di segnalare il loro disaccordo nei confronti di un cambiamento drastico, che mira a ”distruggere” il nostro sistema scolastico.

 

                                                                                  

                                                                                                Il Comitato Studentesco

 


Morto

Rassegna Stampa — Inviato da ombra @ 10:08
INFORTUNI: TORINO, GIOVANE AGRICOLTORE INDIANO MUORE SCHIACCIATO DA TRATTORE

Torino, 24 ott. - (Adnkronos) - Un giovane bracciante agricolo e' rimasto vittima questa mattina  dell'ennesimo infortunio sul lavoro mortale. L'incidente e' accaduto a Buriasco, nel Torinese e la vittima e' un ragazzo di 28 anni di nazionalita' indiana che e' rimasto schiacciato da un trattore.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri il giovane stava lavorando a bordo del mezzo quando e' sceso in seguito ad una avaria del veicolo. Per cause ancora da accertare, forse perche' lasciato in folle, il trattore gli e' andato addosso e lo ha schiacciato.
(Ato/Pn/Adnkronos)

All'ombra del Baobab - Serate per il Senegal

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 12:10

VENERDI’ 10 OTTOBRE

ore 19 laboratorio:
L’arte delle acconciature in Africa. Durante tutta la serata sarà possibile realizzare acconciature con la collaborazione di alcune donne africane
ore 20 CENA SENEGALESE
ore 21,30 incontro: Un cantastorie chiamato Griot
La ricchezza della tradizione orale attraverso una serata di incontro con i migranti africani
che raccontano le loro storie


SABATO 11 OTTOBRE
Galleria d’Arte Contemporanea
ore 17 concerto: Semi di Zucca in concerto
Ritmi, canti, danze tradizionali delle varie etnie africane

Circolo Fare Nait
ore 19 laboratorio:
L’arte delle acconciature in Africa. Durante tutta la serata sarà possibile realizzare acconciature con la collaborazione di alcune donne africane
ore 20 CENA SENEGALESE
ore 21,30 concerto: Groupe Degò
Ritmi e percussioni dal Senegal

Le mostre fotografiche esposte:
al circolo Fare Nait: “La casa di tutti, attraverso i mercati in Senegal”
alla Galleria d’Arte Contemporanea:
“ Tra Volti dal Senegal” a Torre Pellice

Circolo Culturale FARE NAIT
Associazione Terre Senza Confine

Programma completo [PDF]


Sulle dichiarazioni di La Russa

Rassegna Stampa — Inviato da ombra @ 12:05

COMITATO VAL PELLICE PER LA DIFESA DEI VALORI DELLA RESISTENZA
E DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICA

Comunità Montana Val Pellice - Via J. Lombardini 2  -  10066 Torre Pellice

In un paese normale il ministro La Russa - dopo le sue affermazioni sui militari di Salò - avrebbe dovuto, per coerenza, dare le proprie dimissioni per incompatibilità con la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza. Anzi, il  Governo stesso  avrebbe dovuto sfiduciare il proprio Ministro. Ma così non sarà perché, in Italia, la Destra parlamentare e governativa guarda ancora al fascismo, se non con ammirazione, come un veniale peccato di gioventù della storia del nostro Paese.
Oggi c’è ancora una distinzione intoccabile per ogni democratico: i partigiani combatterono per la libertà di tutti mentre i repubblichini difesero un regime totalitario, padre delle infami leggi razziali.
L’umana pietà non si nega a ogni vittima, ma è netto il rifiuto di definire “patrioti”, al pari dei partigiani o dell’esercito antifascista, quei repubblichini che rivolsero le armi contro coloro che, gli anglo-americani,erano diventati gli alleati fondamentali dell’Italia nella riconquista della libertà e della democrazia.
Il ministro La Russa si deve dimettere.
Si esprime al Presidente della Repubblica tutto il nostro affetto per il suo impegno a difesa dei principi fondanti la nostra Costituzione.

Il Comitato


[Sestriere] Miss e clandestina arrestata al concorso

Rassegna Stampa — Inviato da ombra @ 16:25

Ecco l'idiota articolo de La Stampa. Cominciano le soffiate sullo status di clandestino o meno.

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SESTRIERE
Bella lo è senz’altro, con tutti i "requisiti" necessari per partecipare alle semifinali di Miss Muretto, a Sestriere, tranne uno: Beatrice Ndyae, 20enne senegalese, è una immigrata clandestina.

Per questo, la polizia l’ha arrestata alla vigilia delle semifinali, grazie a una "soffiata" anonima, una lettera anonima spedita all’Astol Models Management di Udine, la società che gestisce i concorsi di Miss Muretto e Miss Padania, alle questure di Udine, Pordenone e ai carabinieri di Sestriere, dopo che la giovane si era aggiudicata a Pontebba, in provincia di Udine, l’accesso alle semifinali del concorso che lancia vallette e veline.

La ragazza aveva dato false generalità, quella vera è Mame Diarra Bousso Ramatullay Nduaye, ed era stata espulsa dall’Italia a Pordenone a giugno. A mettersi in moto è stato l’Ufficio Immigrazione di Udine. È bastato - riporta il quotidiano del nord est Il Gazzettino - un controllo al terminale: i poliziotti di Pordenone avevano notificato l’11 giugno un decreto di espulsione a una certa Ndiaye, in Italia senza permesso dal 14 settembre del 2007. La ragazza si è fatta identificare con il suo passaporto senegalese ed è stata fotosegnalata. Dopo avere ignorato il decreto di espulsione Mame-Beatrice si è presentata il 19 giugno in passerella a Pontebba. Ad ogni sfilata si è presentata come Beatrice Ndyae, residente a Pordenone.

Poi, una volta messosi in moto il meccanismo della giustizia, l’arma dei carabinieri ha fatto un controllo al villaggio olimpico del Sestriere: nella camera A32 c’era Beatrice-Mame, che ha subito capito che non avrebbe potuto partecipare alla semifinale di Miss Muretto. La giovane è stata portata nel carcere di Torino Lo Russo e Cutugno e l’udienza di convalida per il fermo si terrà lunedì mattina nel tribunale di Pinerolo.


Lo strano caso di Pineropoli

Spazio Nino, Studenti — Inviato da ombra @ 17:16

Ovvero: la parabola discendente della società dell’immagine.

 


Salutiamo con vivo interesse la decisione del Comune di Pineropoli (in tutte le sue parti, maggioranze ed opposizioni che siano) di prendersi cura di un momento così importante per gli studenti pineropolesi, come la fine dell'anno scolastico. Finalmente l'istituzione si accorge dell'importanza e della centralità che devono avere i giovani nell'ambito della vita culturale della Città. Per anni avevano lottato e si erano autorganizzati per costruire concerti, iniziative e momenti d'aggregazione senza badare a partner privati e preoccupandosi della carenza di spazi di partecipazione e di luoghi in cui poter esprimersi.

Ma il Comune ha deciso che i giovani pineropolesi devono essere “tirati su bene”. Basta con le festicciole, ai concerti, all'autorganizzazione. Facciamo noi. Una promessa che l'Assessore al turismo di Pineropoli ha preso alla lettera, partorendo, insieme a misteriosi partner privati reperibili al sito web d'alto interesse culturale www.misslicei.it, un'iniziativa degna di Pineropoli.
Chi l'ha detto che il corpo femminile non possa essere utilizzato per finalità commerciali?
Lo fanno tutti. Pineropoli, la città dello charme, non è mai stata da meno in questo. Fin da quando il generale Caprilli vinceva i concorsi di bellezza con le sue cavalle.

Poco importa che la festa di fine anno assomigli al tanto condannato Rave di Baudenasca. Quelli, a detta del Comune, erano giovani che si sballavano con la musica e le sostanze. Giovinastri! Noi invece li facciam sballare con l'entratta a pagamento, gli sponsor e le cosce lunghe. I rave organizzati con patrocinio del Comune vanno bene. E' importante prenderne atto. La sostanza non conta.

La festa delle scuole quest'anno vedrà l’elezione di Miss Licei 2008 con il patrocinio del Comune! Che bello! Finalmente l'attenzione al sociale che mancava in questa città. Finalmente un utilizzo corretto del Parco Olimpico! In realtà il sindaco voleva destinare quell'area al progetto Paidopoli, un parco di divertimenti dove il bimbo che entra pagando riceve una somma di finto-denaro che deve investire in attività finto-commerciali. Il baby-broker più efficente riceve un premio a fine giornata.

Una risposta delle istituzioni ai dati che vedono il 24% dei bambini italiani a rischio povertà? No, semplicemente l'idea malsana di abituare i bimbi da piccoli all'idea del denaro e che tutto ha un prezzo. Anche la propria infanzia. Ce lo immaginiamo, il sindaco di Pineropoli che compila il suo programma elettorale prendendo spunto da testi sacri come Topolino e Il grande libro degli gnomi.

Il Comune ha scelto di proporre un messaggio chiaro: per divertirsi bisogna apparire, specialmente se si è donna. Il concetto di bellezza usa e getta (ad uso e consumo di un desiderio maschile indotto), tradizionalmente appannaggio di discoteche e televisioni, unito alla considerazione di cui godono le donne in questa società, che le mette su di una passerella e poi le stupra, risulta già sufficientemente avvallata.

I giovani si devono divertire, secondo il Comune, possibilmente senza troppo pensare alla cultura. Infatti a patrocinare l'evento è l'assessorato al turismo, non quello alla cultura.
In effetti il Comune in questo senso ha un curriculum invidiabile: iniziative costruite intorno alla ricerca di un ritorno economico e di immagin, sempre uguale, indpendentemente dal presunto contenuto dell'iniziativa. Chi cambia è il partner privato.

Raggiungere i propri fini non badando ai mezzi e alle conseguenze di ciò che si propone, è  tipico di un immaginario da consulente pubblicitario in grado di mettere la giusta luce sul messaggio: ti diverti e rinunci a pensare su quel che fai, cosa vuoi di più? Un Lucano?
Ci aveva già pensato Mediaset 20 anni fa. Manco originale, il Comune.

Nel frattempo, l’errata percezione del proprio corpo continua a minare l’adolescenza di tante ragazze, ma anche di molti maschi”, possiamo leggere in un recentissimo articolo della Stampa che continua affermando come ”su mille studenti adolescenti, il 17 per cento delle ragazze sono sottopeso nell’eta delle medie e delle superiori, e il 7 per cento è  vittima di disturbi alimentari” e di orizzonti culturali a misura di rivista patinata, aggiungiamo noi. 

Ma, non paghi di questi discorsi, i nostri servizi d'intelligence hanno ricostruito il parto di questa idea geniale in una telefonata ipotetica tra due assessori di Pineropoli.

Assessore pineropolese 1: "Hai sentito? La Carfagna non ha concesso il patrocinio al Gay Pride! Dobbiamo segnare un processo di discontinuità dialogante con il Governo! Diamo un patrocinio!"
Assessore pineropolese 2: "Certo, ma a cosa? Fieraffari è già passata!"
Assessore pineropolese 1: "Hei mi han portato il depliant di Miss Licei 2008. Dai, celebriamo la bellezza del nostro territorio. Cosi' autodeterminiamo la donna, che puo' scegliere quale vestito indossare e quali parti di sè far vedere!"
Assessore pineropolese 2: "Giusto! E poi i commercianti son contenti! Quanta libertà e quanta cultura per i nostri giovani!"
Assessore pineropolese 1: "No no, è solo ricreazione. Non confondere. Noi la cultura la facciamo con la Maschera di Ferro! Bisogna essere chiari con la popolazione. Si pensa solo nei posti giusti".

No, probabilmente in questo clima di concordia nazionale, non è andata neanche così. 

 

Pinerolo - Giugno 2008 - Spazio sociale autogestito Niño


Un alluvione annunciato

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 11:31

Via Ombra

 


 

E' francamente sconfortante dover continuamente parlare di un luogo per denunciarne i disastri. Uno vorrebbe ogni tanto fare anche altro. Invece l'attualità impone di dire alcune cose, che per altro pochi dei luminari giornalisti qui in giro ha il coraggio e la pazienza di ricostruire. A ben pensarci il problema non è neanche il coraggio. Basta saper fare il proprio lavoro. Ma questi sono altri discorsi.

E allora parliamo ancora di Val Pellice, la valle degli alluvioni. Per la terza volta in 14 anni il territorio della provincia di Torino è stato martoriato da esondazioni, ponti che crollano e morti. Il bel paese olimpico, quel parco dei divertimenti (Torino Olympic Park) già in deficit di soldi, mostra tutte le sue contraddizioni.

Molti giornali e televisioni hanno parlato della Val Pellice, con stupore, riferendosi alle esondazioni. Certo, sono fatto non comuni quelli che vedono i fiumi esondare nelle vallate alpine piu' che in pianura. La metereologia ci spiega che questo avviene quando lo zero termico (il limite nel quale la precipitazione passa da piovosa a nevosa) è ad alta quota, sopra i 3000 metri. In questi casi il volume di pioggia è molto maggiore a quello della neve (che non cola via subito ma resta sul terreno e si scioglie progressivamente) e quindi l'acqua che si riversa in valle è tantissima. Fenomeni non consueti ma che tendono ad aumentare in questi decenni di surriscaldamento globale. Ce li dobbiamo aspettare sempre piu' spesso, quindi. Uno si aspetterebbe dunque che con queste previsioni facilmente reperibili ovunque, i comuni a rischio delle vallate del Nord-Ovest prendessero le giuste precauzioni.

Invece no. Ed ecco dimostrato che questo non sta avvenendo.

Continua...


Il nostro compagno Orso

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 21:30
30 maggio 2008 
Nelle prime ore di ieri è morto Bruno Redoglia, Orso. Gli siamo stati
vicini in modo discontinuo in questi 40 anni.
Impariamo dall'inizio degli anni Settanta all'Indesit - al circolo operaio
di None (To), a leggere e commentare la fabbrica e la realtà più vasta alla
luce dei testi originali dello «zio Karl» o di «Carletto» come veniva
soprannominato l'autore de Il Manifesto dei comunisti . Orso è uscito dal
Pci nei primi anni Sessanta. Incominciamo a imparare regole di comportamento
originali nella lotta di fabbrica, nella scrittura dei giornalini
settimanali venduti ai lavoratori, nei confronti dei gruppi
extraparlamentari di allora e del Pci. Si possono riassumere come segue: -
no all'idea che la classe operaia sia omogenea e pronta magari all'appello
alla rivoluzione da parte del «partito» di turno, no alla delega ai
dirigenti a pensare e parlare a nome degli «iscritti» o della base
elettorale, no alla battaglia per la propria «maglietta» sindacale a spese
della possibile unità dei lavoratori, no al «tifo» per la lotta armata e per
i Robin Hood che dicono che è arrivato il momento della rivoluzione e
iniziano a sparare sempre più in alto a nome della classe operaia; no alla
divisione tra chi studia e chi lavora, necessità di convincere i lavoratori
a unire alla disponibilità alla lotta l'impegno a farsi una cultura.
Impariamo che chi vuole la lotta più dura può rivelarsi un crumiro, come
pure che gridare al «contratto bidone» o al «sindacato venduto» non vuol
dire essere automaticamente disponibili a organizzarsi e lottare in prima
persona; inoltre che non si deve accettare la nomina a delegato a vita (i
senatori...), ma saper creare ricambi e saper alimentare il dibattito e la
partecipazione senza farsi delegare, e staccare dalla produzione. Impariamo
che la contraddizione tra borghese e proletario passa all'interno della
classe operaia e di ogni individuo, ma una cosa è dirlo e una cosa è
iniziare la propria rivoluzione personale. Dopo alcuni anni il circolo si
frantuma e poi ci sarà la cassa integrazione del 1980 e la pensione. Orso
riduce le attività, segue sui giornali e alla radio gli avvenimenti, va in
bicicletta alle manifestazioni, discute con un numero ridotto di compagni.
La sua casa è un laboratorio di elettronica e un magazzino di attrezzature
varie comprate con pochi soldi al Balun il sabato. Orso pratica una vita
sobria e coerente con le sue idee contro il consumismo. Da alcuni anni la
sua salute peggiora fino a portarlo alla morte. Siamo vicini alla cara
Mirella.

*I compagni di strada del Circolo operaio di None*

Prima

Archivio della Memoria — Inviato da ombra @ 16:51

Dal gruppo 17 luglio:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè
rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano
antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano
fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero
comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.
**Bertolt Brecht *

Provate ad immaginare.
Una persona del vostro quartiere è sorpresa dentro un appartamento: forse
voleva rubare, forse voleva portar via una neonata. Viene arrestata.

Provate ad immaginare.
Il giorno dopo e poi quelli successivi, ragazzi in motorino lanciano una
molotov contro la casa di un vostro vicino. L'incendio brucia in parte
l'appartamento ma, per fortuna, l'uomo, la donna e i due bambini che ci
vivono se la cavano. Spaventati, ma incolumi. Poi è la volta di un intero
quartiere: arrivano a centinaia con i bastoni e le bottiglie incendiarie. La
gente scappa si rifugia da parenti.

Provate ad immaginare.
Un bambino che vive ad un paio di isolati da casa vostra viene circondato da
gente ostile che, sapendo che è del vostro paese, lo insulta, lo
schiaffeggia, lo spinge a forza dentro una fontana. Il bambino è piccolo,
forse piange, forse stringe i denti perché la violenza degli altri è un pane
duro che ha imparato a masticare sin da quando è nato.

Provate ad immaginare.
La furia non si placa: anche i quartieri vicini sono sotto assedio. Raccolte
in fretta poche povere cose intere famiglie si allontanano. La polizia non
ferma nessuno degli incendiari ma "scorta" voi e i vostri compaesani. Andate
via. Non sapete dove. Lontano dalle molotov, lontano dalla rabbia, lontano
dalla ferocia di quelli che sino al giorno prima vivevano a poche centinaia
di metri da voi. Andate in cerca di un buco nascosto dove, forse, potrete
resistere per un po'. Fino alla prossima molotov.

Provate ad immaginare.
Vostri compaesani e parenti che vivono lontano, in altre città, vengono
assaliti, le loro case bruciate. Anche loro sono in strada.

Provate ad immaginare.
Il governo del vostro paese vara misure straordinarie per far fronte
all'emergenza. Leggi per fermare la violenza e l'illegalità. Leggi contro di
voi ed i vostri parenti, contro i vostri vicini di casa, contro quelli del
vostro quartiere e contro tutti quelli del vostro stesso paese.

Provate ad immaginare di essere in Italia, in questo maggio del 2008.
Non vi pare possibile? Eppure è cronaca di tutti i giorni. La cronaca di un
pogrom.

Un pogrom che sta incendiando l'Italia. Brucia le baracche dei rom e corrode
la coscienza civile di tanti di noi. Qualcuno agisce, i più plaudono silenti
e rancorosi, convinti che da oggi saranno più sicuri. Al riparo dalla
povertà degli ultimi, di quelli che non si lavano perché non hanno acqua
neppure per bere, di quelli che di rado lavorano, perché nessuno li vuole,
di quelli che vanno a scuola pochi mesi, tra uno sgombero di polizia ed un
rogo razzista.

Forse pensate che questo non vi riguarda. Forse pensate che questo a voi non
capiterà mai. Siete cittadini d'Europa, voi. Siete gente che lavora, che
paga il mutuo, che manda i figli a scuola. Forse avete ragione. Forse no.
Nella roulette russa della guerra sociale c'è chi affonda e chi resta a
galla. Il lavoro non c'è, e se c'è è precario, pericoloso, malpagato. Il
mutuo vi strangola, non ce la fate ad arrivare alla fine del mese, a pagare
tutte le spese, ma forse, tirando a campare, con la paura che vi stringe la
gola, ce la farete. Gli altri, quelli che restano fuori, che crepino pure.
Nemici, anche i bambini. O li caccia il governo o ci penserete voi stessi,
di notte con i bastoni e le molotov. A fare pulizia. Etnica. Intanto, giorno
dopo giorno, i nemici, quelli veri, vi portano via la vita, rendono nero il
vostro futuro. Il nemico marcia sempre alla nostra testa: è il padrone che
sfrutta, è il politico che pretende di decidere per noi, che vuole che i
penultimi combattano gli ultimi, perché la guerra tra poveri cancella la
guerra sociale.

Provate ad immaginare che un giorno il padrone vi licenzi, che la banca si
prenda la casa, che la strada inghiotta voi e i vostri figli.

Sarà il vostro turno. Ma allora non ci sarà più nessuno capace di
indignazione, capace di rivolta.

Provate ad immaginare un futuro come questo presente, da incubo.
Un'offensiva razzista senza precedenti che trova pericolosi consensi anche
in quegli strati popolari che avrebbero mille motivi per rivoltarsi contro
ben altri soggetti e, cioè, contro i poteri forti e i suoi costanti soprusi
sulle classi subalterne.

Morti sul lavoro, salari da fame, precarietà diffusa e disoccupazione,
problema casa, distruzione dei servizi sociali, problematiche sociali
diffuse il cui responsabile ha un nome e cognome ben chiaro: il sistema
capitalista, che continua a produrre super-profitti da una parte, guerre,
sfruttamento e miseria dall'altra.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: strada libera per la crescita di un
nuovo fascismo, istituzionale, squadrista e addirittura popolare.

Provate ad immaginare.
Un giorno qualcuno potrebbe chiedervi "dove eravate mentre bruciavano le
case, deportavano la gente, ammazzavano i bambini?" Non dite che non
sapevate, non dite che non avevate capito, non dite che voi non c'entrate.

Chi non ferma la barbarie ne è complice.


Nota:

Ondina Peteani <http://www.anpi.it/uomini/peteani_ondina.htm>, prima
staffetta partigiana d'Italia, deportata ad Auschwitz con il numero 81672.
*Nata a Trieste il 26 aprile 1925, deceduta a Trieste il 3 gennaio 2003,
ostetrica, libraia, sindacalista, dirigente dell'ANPI, dell'ANED (
Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti) e delle
donne democratiche. All'indomani della scomparsa di Ondina Peteani, il
figlio Gianni ha costituito un Comitato, da lui stesso presieduto, per
onorarla come "prima staffetta partigiana d'Italia". *

20 maggio 2008


Serata Saharawi

Generale — Inviato da ombra @ 14:17
giovedì 29 maggio 
al circolo ARCI FARE AIT di Torre Pellice 
Serata Saharawi

La serata è organizzata per sostenere il progetto Solidar Bus
2008 e finalizzato alla raccolta di aiuti per il popolo Saharawi, che il giorno dopo
verranno portati a Genova in occasione dell'inaugurazione di ZENA-ZUENA.
Chi volesse maggiori informazioni sulla iniziativa:
www.creatividellanottemusicforpeace.org

Scarica il volantino [PDF 338 Kb]
Fare Nait 

La donna del fiume e il ladro di terra

Generale — Inviato da ombra @ 12:21
Venerdì 16 maggio a Fare nait una grande serata: a cena potrete avvicinarvi
all'Amazzonia con una "fejioada" Brasiliana e poi incontrare gli autori del film "A
beradeira e o grilador" (La donna del fiume e il ladro di terra) e assistere insieme
alla proiezione.
Il film è prodotto dall'o.n.g. M.A.I.S. (Movimento per l'Autosviluppo,
l'Interscambio e la Solidarietà) e narra della vita nei villaggi sulla riva del
grande fiume minacciati dalla privatizzazione delle risorse (foresta, acqua ...); è
in corso una lotta per difendere i diritti delle popolazioni locali, gli autori in
sala ci aggiorneranno sulla situazione.
Non potete mancare... (prenotare per la cena, 339 8941900)
fare nait

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